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30 maggio 2015

Oggi che non ti conosco, oggi che non ti riconosco, oggi che non ci sei, voglio iniziare a raccontarti tutto con una certa costanza. Saranno pensieri senza nome, senza volto, senza tempo.
So un giorno di poterli poggiare sul tuo petto e allora verrai a conoscenza delle mie più intime e giovani emozioni, conferendo un senso al tuo vissuto.
Ho da sempre desiderato un amore pulito, limpido, cristallino. Un sentimento sincero e spontaneo saldamente radicato, un amore paziente, gentile, non accecato da alcun tipo di lusso e una persona come te, tale da conciliarmi con me stessa. 
Ho quasi sempre storto il muso al pensiero di una relazione, da sempre mi intimoriscono i vuoti che colmano le persone, le loro guerre interiori e le loro perenni indecisioni che mettono cuori in bilico.
Tra un passo e l'altro, stamattina i pensieri hanno sovrastato la musica e così ho pensato che in fondo in questa vita non ho mai escluso nulla, anzi, sono sempre stata sincera e stabile in questo tipo di ragionamento. Tanti sono stati i "no", ma non forti abbastanza da sbarrare un futuro,  un trasferimento improvviso o un nuovo impiego ad esempio; questo credo mi abbia arricchita, oggi ad esempio non mi fa paura il dover ricominiciare da capo a costruire qualcosa.
Credo di essere quel perfetto "animale sociale, a cui Darwin fa riferimento: "Non è la specie più intelligente a sopravvivere e nemmeno quella più forte, ma quella più predisposta ai cambiamenti ".

Ma di qualcosa probabilmente avrei davvero paura: sposarmi. 
Spesso ne rigetto l'idea, pur non escludendola, talvolta invece, in momenti di particolare sensibilità mi ritrovo ad immaginare quel momento e...  vedo una me spoglia, naturale, spontanea, senza alcuna sfumatura agli occhi, un abito realizzato dalle mani sapienti di mia madre, molta semplicità e la grandezza dell'Amore: è questo che tengo a portare sull'altare.
Immagino una chiesa piccola, intima, semplice, non una statua a sovrastare l'Altissimo. Sarà un incontro a cuore aperto coerente con il mio pensiero sull'amore.
Non mi impegnerò per nessun genere di preparativo, eccetto dare un senso. Vorrei che la gioia di una promessa sovrastasse quella di un innocuo festeggiamento.
E vorrei scorgere sul tuo viso un sorriso gentile di consenso e i tuoi occhi traboccare di emozioni.
Pensieri nostalgici che mi lasciano nel cuore, tanta,  tanta voglia di viverti e lasciarti scoprire la luna cangiante che mi porto dentro. Sono stanca di mostrarne un quarto al mondo, un terzo o addirittura di oscurarmi del tutto, voglio mostrami a te così completamente lucente in totale completezza.
E ti prometto che ne varrà la pena afferrare il timone insieme a me.
Ti farò conoscere il linguaggio degli alberi e del vento, lascerò che siano i monti a coccolarti, la luna a conciliarti... Dovrai solo chiudere gli occhi e cacciare via tutti i pensieri.

Ti ritroverai con un pezzetto di me dentro, ti immagino già ascoltare Einaudi al mio fianco e sentire il vento accarezzarti pelle, la brezza del mare e quanto la Sicilia potrà mai donarci.

Squadra. Credo che ad oggi sia il concetto che più rispecchi i miei ideali, il mio modo di vedere in qualsivoglia ambito.
Squadra vuol dire comunicare, vuol dire spirito di gruppo o di coppia, ritrovarsi sulla stessa lunghezza d'onda, rivestire dei ruoli. Allenarsi insieme nella partita della vita, migliorare insieme, cadere e rialzarsi mano nella mano, più forti e carichi di prima.

Una squadra invincibile, voglio questo da te.
Un allenamento costante per vincere tutte le difficoltà e difendere la nostra parte di campo nella vita.