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24 maggio 2015

I neopatentati lo sanno, a volte entrano una marcia e poco dopo dimenticano quale hanno inserito.
Sotto sotto i vent'anni rappresentano una patente vitale e oggi, analogamente ad una neo-guidatrice sopraffatta dai primi pensieri di guida, ho perso per un attimo il controllo della mia vita.

Dicono sia indispensabile vivere questa condizione per apprezzare quanto vissuto e laddove necessario cambiare rotta, mirare nuovi orizzonti.
Temo di aver perso di vista qualcosa, o qualcosa ostina ancora a sfuggirmi creando aree vuote di pensiero e magoni permanenti allo stomaco.

I giudizi altrui prendono il sopravvento, si insinuano perfino nelle crepe famigliari, vorrebbero vedermi fragile, nuda, lasciata andare. Ed io, di tutta risposta calco il rosso sulle labbra.
Sono altezzosa – affermano.  La verità è che le menti così ristrette, celano vocaboli tanto poveri da generare  ottuse considerazioni.
Anche stavolta nulla di nuovo sotto al sole.  Bisogna nuovamente restringere il campo.
Non rispondo.  Non dialogo, neppure litigo con chi non ho più intenzione di incrociare. Credo nel tempo, un giorno i cuori avvelenati pomperanno sangue avvelenato, così infetto da fluire in ciascuna loro vena e arteria.  Accecati dall'invidia, non riusciranno ad evolversi, poiché la prima cosa che smettono di vedere è l’amore.

Giorni di conferme pronte ad essere smantellate solo qualche ora dopo.  Anche il tempo pare aver cambiato il suo corso, esattamente come il suono della prima sveglia dell’alba e la mano pronta  a posticipare, rimandando di qualche minuto.  Sorrisi smezzati,  cuore pesante e occhi impavidi.

Non ho una sola aspettativa, l’unico sorriso che mi rassicura ce l’ho accanto.

Accartocciarsi su pensieri semplici