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17 maggio 2015

Accarezzo la tastiera del portatile, credete provi sentimenti anche per lei o è semplicemente un'imminente manifestazione del bisogno di dormire?

Penso ad oggi, mi tornano in mente visi, parole e ancora visi.
Ho un disordine di pensieri tale da chiedervi scusa per avervi invitati non curante del soqquadro.

Vorrei provare a prendere sul serio un consiglio che qualche tempo fa mi diede una specialista, descrivere a fine giornata 5 pensieri positivi e 5 negativi, sforzarsi purché siano 5 e solo dopo tirare le somme. Il genio della lampada ha capito che il più delle volte vedo 50 sfumature di nero, ed io coi miei tempi di reazione non indifferenti, oggi inizio.

Battito di tamburi, il primo posto è di un sorriso magnetico.
Stanco, ma bello, bello da morire.
Una curva gentile sul viso addolcisce il suo sguardo, ed io sfuggente fuggirò anche stavolta pur di non incrociarlo.



Pensate che elencare un solo punto sia da perdenti? Mi sto concentrando da almeno venti minuti e direi di sorvolare la positività e dedicarmi al restante elenco.

Ogni giorno regala la stessa sinfonia, più triste di un mazzo di crisantemi ed una marcia funebre.
Sto quasi finendo i rossetti, pazienza al limite, saturno che non ha smesso di transitare nella mia orbita, ma le stelle promettono bene. Dite che devo fidarmi?
Suvvia, lo so che siete moralisti, scettici e snobbate chi ammette di leggere l'oroscopo. 
Ma sono sempre stata me stessa, mi piace sbirciare le didascalie di Fox e mi piace illudermi che un cielo a mio favore possa regalarmi più energia. Baggianate? Può darsi, ma basta convincersi e cercare di vedere a colori per dare una svolta alla propria giornata.

I lati negativi parevano tendere all'infinito, eppure devo confidarvi che elencarne cinque ha il proprio peso.
Ho un pensiero costante da almeno un anno a questa parte: mi mancano alcuni luoghi, mi manca ritrovarmi, mi manca il mio sorriso vero che nasce dagli occhi.
Al di là delle mancanze lamento la mia sincerità, il modo in cui mi dedico a persone a cui non importa nulla di me, i miei chiodi fissi, le mie teorie e i miei sesti sensi, che vorrei veder fallire una volta tanto.
Lamento i caratteri incompatibili col mio che praticano indifferenza con una certa nonchalance, quando potrebbero esprimersi usando tutta la bellezza delle parole, in modo lineare, diretto e sincero.

E io mi ci ritrovo nel limbo.
Penso che il vero inferno sia proprio questo.