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1 giugno 2015

Ciò che manca ha una voce inconfondibile.

Ed ogni giorno l'attesa è logorante, è logorante non poter perdersi nei tuoi occhi, è logorante non sentirsi al sicuro nel tuo abbraccio.

È una sfida continua, cerco costantemente di coglierne il lato positivo lavorando sulla mia persona, non l'ho mai fatto, mi reputo troppo spontanea per poter pretendere progressi. Ma voglio raggiungere e mantenere un equilibrio e occorrerà scavarmi dentro, sputare i cattivi pensieri e le delusioni e rigenerarmi a poco a poco. Tu devi scoprire la vera me, non i cocci reduci dalle delusioni e la sfiducia che provo per il prossimo.

Le mie notti sanno di te, adesso perfino i ritagli di tempo giornalieri tessono trame del nostro amore. E mi ritrovo ora protagonista, ora spettatrice della mia mente.
Vorrei una famiglia numerosa, ricordo di averlo più volte scritto nei miei diari da adolescente. Credo sia uno di quei pensieri che il tempo non ha logorato, non ho mai smesso di crederci e desiderare ora più forte che mai una creatura che fonda i nostri occhi.
A volte penso che una donna può davvero sentirsi tale quando dentro sè c'è vita, quel momento surreale e divino in cui un'anima da lassù smuove un corpicino e lo fa suo fino alla fine dei giorni. E tu, pensi di aver generato un cuoricino pulsante, un cervello, due occhi d'amore. Niente di più giusto, ma l'anima, cosa in sè immortale non può essere frutto di un essere mortale, e allora mi rendo conto di quanto straordinario ci sia di inesplorato.

Venire al mondo, smuovere i primi passi, pronunciare le prime sillabe alla rinfusa e imparare "mam ma" "papaa".

Due emozioni fortissime che solo vivendo puoi scoprire.

Venire al mondo è davvero il regalo dei regali.

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