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11 giugno 2015

Mi feci lasciare nella traversa di casa, non volevo entrare così aspettai in un angolo che andassero via.
Avevo trascorso una serata alternativa e divertente, ma con quello strano pensiero che dall'interno mi scuoteva un po', lo sguardo cadeva sull'ora tarda, mi passavo la mano fra i capelli, cercando di deviare ogni sorta di pensiero.
Ma quando giunsi sul tratto di strada di casa, iniziai a percorrerlo più di una volta, per l'agitazione raggiunsi la piazza centrale del paese, qualcosa mi suggeriva di non rincasare. Mi guardavo intorno, chissà cosa mi sarei aspettata. 
Conoscevo già il finale di quella serata.
Tanto inchiostro da consumare, pensieri duri, un sorriso di circostanza e un conto aperto con il passato.
Non ho ancora idea di come mi senta realmente, ma se potessi decifrare questo stato d'animo lo avvicinerei ad una sottile tristezza, a una pungente delusione e a una grande mancanza. 
Poco meno di una settimana per ridurre tutto in due battute, qualche nota  uno o due testi musicali e una promessa che faccio a me stessa, perchè credo davvero di averne un disperato bisogno e in fondo di meritarla. 


Intanto vorrei iniziare a trattenere qualche lacrima, che forse quel "troppo" ad accezione negativa con cui spesso mi descrivo non mi è mai appartenuto. Solo la felicità merita la pioggia nei miei occhi.