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15 agosto 2015

Vento in poppa, impetuoso temporale, un nuovo taccuino e l'oramai vintage matita 2H acquistata al museo Mercedes di Stoccarda.
"Vintage" si dice così no? Perfino la ruggine ho visto far passare come tale in questi ultimi mesi.
Ultimamente ho una nuova fissa, intanto ho smesso di acquistare penne nere, ho conservato l'ultima stilografica Parker e perfino la penna retrò dalla piuma azzurra, per far poi cosa?? Darmi alle matite, credo di averne disseminate per casa una cinquantina, non vorrei esagerare, ma quando pomeriggio ho pizzicato quella conica 2H tra le dita mi è parso quasi un segnale divino.
Un Ferragosto un po' così, spontaneo e non programmato, di quelli che per il quieto relax ho dovuto erigere il mio habitat, recuperare un cuscino e posizionarlo verticalmente al mio fianco, perché temporali come questi, sono concerti dal "tutto esaurito", puoi considerati parte se ti colgono alla sprovvista e sei esattamente lì, avvolta in un lenzuolo ad ascoltare i battiti della persona al tuo fianco.
O puoi in alternativa seguirli in diretta da casa e far come me, erigere il tuo habitat e buttare giù qualche riga.
Da quattro giorni Saturno pare avermi mollata, la verità?!
Dopo 8 mesi ci si abitua ad una vita intervallata da bassi e bassissimi e di certo non intendevo sostituire i suoi galanti sbalzi d'umore a questi modelli di Abercrombie che ritrovo in ogni dove, convinti del loro potenziale involucro (fisico) atletico.

Sapete quando ho ufficiosamente smesso di credere negli involucri?
Il mese scorso quando mi recai in due supermercati differenti ad acquistare della panna da montare, non ci pensai due volte, mi precipitai al banco frigo e riposi in carrello la migliore, o forse quel che la massa considera come tale.
In cucina mi ritrovai ad assistere ad uno strano scenario, quella panna non montava e più la lavoravo, più pareva perdere di consistenza.
Uscii di fretta ad acquistarne un'altro flacone, ma non lasciai ingannarmi dalla confezione, neppure dal marchio: tornai a casa, ne montai il contenuto e finii per ultimare la torta, notai anche che quest'ultima era decisamente più gustosa della prima.
Capii che spesso ci lasciamo abbindolare dagli involucri, come se ci dessero qualche certezza in più, ma sono solo involucri, sono solo investimenti di grafica pubblicitaria o di palestra, ma alla fine ci ritroviamo noi stessi a restringere il campo, preferiamo gustare la "buona torta" piuttosto che la "bella torta"e magari ne prendiamo anche un bis. 
Preferiamo la compagnia di persone che riescono a scuoterci dentro, simpatiche e vere con cui poter condividere il nostro tempo, a quei manichini in posa messi in standby e pronti all'uso o peggio, estremamente convinti che occorrano milioni per essere felici e non soli.

Gli involucri non sono bellezza, ma giovinezza a scadenza e tanta insicurezza.