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11 dicembre 2015

Caro il mio babbo,
qualche riga sentivo di scrivertela, invano certo, le richieste non sono mai state il mio forte.
Ogni anno ho desiderato ardentemente qualcosa, l'ho custodita nel cuore, perchè se davvero tu ci fossi stato mi avresti letta dentro - ma la delusione di vivere l'ultimo giorno dell'anno e mettere a tacere la mia vocina di speranza non voglio più riviverla.
Babbo, dove sei quando ti imploro un momento di forza? - Dove sei quando il cuore mi va su in gola e scende di colpo? - Dove sei quando dall'alto avrei bisogno di un abbraccio?
Non ci sei - non ci sei - non ci sei neppure quando tolgo via la maschera e nuda con le mie fragilità cerco di prendere sonno. Eppure le mie sono liste scritte a cuore aperto che bramano abbracci di sostentamento....

Sei il babbo che doni a chi già ha - il babbo del consumismo e delle luci ad intermittenza -  ma Gesù è nato in una grotta, non a Las Vegas e allora forse tu, caro il mio Babbo stai sbagliando scia.
Ti ringrazio comunque perchè non mi ha mai sfiorato nella mente usarti e nonostante da figlia unica, abbia potuto permettermi chissà quale vizio,  ho sempre personalmente pensato a provvedere per la mia persona.
Ti ringrazio per i momenti di fragilità, per gli abbracci non ricevuti e per tutti i miei punti interrogativi che mi logorano dentro, grazie per quest'aria soffocante e per la nostalgia dei ricordi che mi fai scattare improvvisamente.
Grazie per le prove di coraggio che ogni giorno non manchi di farmi scartare e grazie perchè non ho mai combattuto con cotanta grinta per venirne fuori vincitrice in ogni battaglia.