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10 gennaio 2016

In aeroporto si respira aria di sicurezza, è talmente vasto da passare inosservati perfino da famme fatale con annesso giubbotto rosso di media lunghezza legato in vita da un cinturone e un romantico rouge ciliegia sulle labbra.

Leggo assonata il gate riportato sul biglietto - 316 e aspetto d'imbarcarmi.


Ogni viaggio regala qualcosa, ti aggiunge un qualcosa che custodirai a vita.
Quasi similmente ad un videogioco progettato su espansioni che sbloccano, facilitano e creano nuovi percorsi man mano che vai progredendo, un viaggio lo si potrebbe mettere sullo stesso piano, un accumulo di punti-esperienza da sommare alla restante parte.
E forse l'unica prerogativa che ho avuto è stata questa, tornare con una nuova espansione.
Non ho mai desiderato estraniarmi dal mondo come in questo momento, fare i conti con me stessa e rivedere il suo sorriso. 
Collant pesanti, due o tre felpe, qualche libro e tanta musica in pen drive. Ti avrebbe fatto piacere riceverla, avrei voluto ricrearti anche per pochi minuti un angolo di sole, come tu lo hai regalato a me lo scorso anno.
E chissà se questi pensieri sono andati in porto, forse a volte la cosa più importante è provarci e come spesso mi rimproveri- pensare in positivo.

"Tu meriti tutto; sarebbe la mia felicità poterti dare tutto", 
Laudatio Turiae (n.105 Baci Perugina)