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23 febbraio 2016

Mio padre

Mio padre è un uomo singolare. È una persona riflessiva di tutto rispetto, che sebbene non abbia chissà quale grado di istruzione, nella vita ha sempre lottato per garantire un futuro alla sua bambina.
Ammetto che non sia un esemplare di generosità ed infatti in venti lunghi anni di matrimonio, a mia madre non ha mai regalato nulla nelle svariate occasioni di festeggiamento.
Dal canto suo, qualche volta la si sente mormorare,  probabilmente un tempo le pesava quel gesto che veniva a mancare – quella rosa che non c’era.
Oggi invece mi rende partecipe della sua vita da coniuge, mi trasmette l’importanza del saper ascoltare l’altro, dell’unione e del rispetto reciproco, l’unico elemento che a suo parere è reduce da un lungo matrimonio.
Mi ha sempre inculcato l’importanza della fiducia data e ricambiata. L’importanza del veder chiudere la porta di casa e sentire lui riaprirla ore dopo, con fatica e certezza che-  anche quel giorno-  in una qualsiasi ora, fuori lui le aveva portato rispetto.
<< Non è da poco …. >> dice spesso, - << cosa se ne fa una donna di una collana, se le viene a mancare il collante del rispetto? >>
E ha ragione, una donna tempestata di regali, riamane una donna tempestata di regali.
Nel corso del tempo, forse il regalo più grande che può farti un uomo è sceglierti ogni giorno, che sia di sole, che sia di nuvole, che sia accanto a te, che sia sul posto di lavoro.
E penso che qualcuno oggi strumentalizzi anche l’amore, finalizzandolo ai propri vizi, al proprio tenore di vita, incarnando nell’ideale di uomo perfetto,  qualcuno che piuttosto di rimettere insieme i cocci del proprio cuore, lo compri ogni giorno.
Ma l’amore non è questo, questo è l’interesse, questo si chiama “commercio”, “strategia di vendita”,  “numeri” – “matematica” se vogliamo…. “calcolo delle probabilità” se vogliamo….quelle che si hanno nella fatale illusione di potersi sentire importanti, ma le cose non colmano le assenze, le cose non colmano il rispetto, il visibile non colma l'invisibile. 
E anche stavolta i miei mi erano d’esempio.