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11 febbraio 2016

Rispolveravo il mio piccolo tesoro, pensando di rassettarne l'anima - magari la domenica successiva a questa.
Appigliata in un vecchio numero parrocchiale, mi accinsi a leggere qualche riga. Era stata scritta di mio pugno, pensai a gran voce - << si cambia, perbacco come si cambia! Ma io... io sembro non essere mai cambiata da quando ho iniziato a scrivere... >>

Scartabellando alla rinfusa, riscoprii ritagli di quotidiani, aforismi, mie stampe: in quella graziosa scatola ogni componente custodisce il proprio valore e come una lunga scala a chiocciola - gradino dopo gradino ci si sente accompagnati nel percorso della mia crescita.
Al suo interno ripongo gelosamente libricini, diari, cartoline, fotografie e qualche testo dalla tenera età di 14 anni, quando per la prima volta acquistai una Bibbia/fumetto con la ferrata intenzione di volerla conservare ai miei bambini - (nemmeno fosse stata l'ultima copia), fino al recente racconto "la grande fabbrica delle parole"di Agnès de Lestrade.
In pochi centimetri vivono frammenti di tempo che scelgo accuratamente di volta in volta.
Così, come nella vita, ciò che intraprendi per caso, con piccole cure può diventare prezioso nel tempo.