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28 febbraio 2016

Jasmin Singh

Sulle orme di un nuovo libro, avevo deciso di percorrere una strada diversa, fare posto dentro me - magari riuscire anche a ricavare qualche spazio per lasciare entrare ciò che di bello ancora c'è...
E mi misi a letto, un po' più presto del solito, mettendo da parte i dolci pensieri nostalgici di ogni sera.
Ma a volte i buoni propositi non bastano quando ad irrompere è il ciclo del destino. Ma noi dunque cosa siamo, se non tenere marionette dal cuore pulsante, illuse di aver saldo in mano i fili della nostra vita?

Stanotte lei bussò al mio sonno ed io mi ritrovai ospite in una stanza con cinque o sei persone intente nei loro da fari, lei era a capo di un lungo tavolo rettangolare, stava dandomi le spalle con i suoi lunghissimi capelli neri. 
Iniziai a salutare i presenti lasciandola per ultima dato che non muovendosi di un millimetro si era mostrata indifferente al mio arrivo, ma un saluto mi sembrava il minimo, così mi accinsi a toccarle la schiena come a farle cenno di voltarsi. Iniziavo ad avere  uno strano presentimento, l'imponenza di quella folta chioma mi richiamava un filo di paura.
Finalmente potei vederla nella sua completa innocenza, un viso pallidino del tutto struccato e un sorriso rassicurante, anche i miei timori sfumarono in breve tempo, le chiesi emozionata se fosse davvero lei e al suo consenso ci abbracciammo. Fu un abbraccio spontaneo, reale da farmi percepire le ossa della sua corporatura fragile.
Mi sorrise e anche io ricambiai piacevolemente sorpresa, le chiesi di parlare, di dirmi qualcosa, qualsiasi cosa, alchè mi rispose con un'unica parola, che seppur non la ricordo, ho nitido a mente il suo significato, quello di continuare (??) con insistenza.
Uscii da quel luogo per prendere l'autobus, lei mi seguì, come volesse accompagnarmi.
Fuori pioveva incessantemente e nei suoi confronti mi scattò un senso di protezione, ci riparammo sotto un balcone ed io le volli stare di fronte, così da proteggerla meglio da quel temporale.
Pochi minuti ancora, arrivò l'autobus che insieme vedemmo da lontano e subido dopo mi svegliai in lacrime.



Lei: era una giovane vita che mai incrociò la mia, spezzata da un incidente stradale nel dicembre 2015, alla tenera età di 18 anni.
Riposa in pace J.