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15 marzo 2016

Rovi al cuore

Non riuscii a trattenere le lacrime, forse un po' - per la prima volta - nella mia più intima solitudine, me ne vergognai.
Agognavo rinascere come qualsiasi orpello decorativo ai margini di un dipinto - ma sarebbe stato sufficiente rivivere in qualunque aggeggio, arnese, oggetto, pur di non riavere questo cuore.
Ora quell'immagine di me mi impauriva, chinavo il capo e abbassando lo sguardo mi lasciavo divorare dalle emozioni.
Odiavo quei fitti rovi interiori, ne odiavo le rose che sentivo sbocciare se eri tu ad ispirarmi, odiavo quel ricordo dei demoni vinti assieme e odiavo te incredibilmente, per tutto il male che inconsapevolemente eri in grado di farmi.