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10 aprile 2016

(ri)Trovarsi

« E allora immagina sia morta, immagineresti mai di dover chiedere a un’autrice deceduta, delucidazioni ulteriori? »
Ciò che mi accingo a raccontarti è lineare, non soffermarti sulla forma, quanto sulla sostanza:  abbandonati all'immaginazione, lì dove il moralismo chiude i suoi confini, potremo incontraci ogni qualvolta lo desideriamo.
Non indugiare, segui i miei passi, conosco la via.
Percorriamo un sentiero sordomuto, la cui atmosfera ricorda l'odore di alcuni vecchi volumi appartenenti ai polverosi scaffali di una libreria abbandonata al tempo: il profumo dell'anima- asserii tra me e me.
« Osserva la bellezza di quei silenzi che piombano al momento giusto, e,  se posso darti un consiglio, qui le notti sono magiche, d’estate il cielo è costellato da versi e tu puoi addormentarti  col sussurro della mia voce decantare la bellezza di alcuni componimenti - bada solamente a non inciampare coi sassi della semplicità e la grandezza di qualche parola che, immaginerai carezzare ogni qualvolta penserai casa, fuorviandoti dal motivo per il quale sei qui ».
Soggiunsi - «questo è un sentiero sordo al tuo appello, ma la tua sete divoratrice di sapere ti sarà placata, se a percorso ultimato sentirai ancora il frastuono di quei bizzarri punti di domanda, i quali caoticamente vagano per la tua mente. Promesso ».

Gli voltai le spalle e percorrei la valle, da lì a breve due ali d'angelo mi avvolsero di luce e volai via.
Lui non lo aveva ancora scoperto: il capitolo mancante della sua storia lo avevo scritto io, adesso toccava al suo cuore riconoscermi come suo tassello ritrovato.
C'ero, c'ero sempre stata, a volte un pensiero più intenso trovava il modo di raggiungerlo e poco dopo svaniva con una stretta dentro.
Due libri, eravamo due libri diametralmente opposti, con un capitolo comune: la ricerca dell'altro.




Sarò il libro che non sapevi di cercare, uno di quelli che sai di comprendere al primo tentativo di intuito, fra le mie pagine, tutto quello che cerchi.