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1 maggio 2016

Storia di una nuvola di luce

La mia vita sociale somiglia più a una sorta di drastica selezione ad imbuto, via via che la coppa va riempendosi, il gambo filtra lo spazio sufficiente atto ad un’unica persona. 
Talvolta per la stretta imboccatura, vivevo mesi ad osservare chi, ancora non era in grado di scivolare giù.
Là in quell’angusta fessura, frammenti di esperienze sospese, bloccate o accantonate, i quali periodicamente avevo cura di ripulire per non far intasare il canale. 

Lo scrissi in qualche pensiero: le persone belle “capitano”, e così un giorno, mi capitò lui, un vero e propio groviglio di sillabe che mise tutto in un piacevole soqquadro; perfino la coppa finì con l’esalare il profumo di caratteri ancora inespressi: ora tutte e sedici le lettere dell'alfabeto fluttuavano indisturbate nell’aria. Osavo definirle “distillato dell’anima” poichè creavano e distruggevano, in sè contenevano l'origine del mondo e quanto di infinito e inesplorato ancora c'era.
Ma quell'imbuto non ha mai ospitato vita così a lungo, nasceva come canale per raggiungermi, non per essere abitato - asserivo fra me e me.
In poco tempo quello strano filtro me lo ritrovai arredato: pensieri, icone cinematografiche e libri, quanti libri …credo che ognuno di quei volumi palpitassero d'amore in lui, recandogli meraviglia senza pari.
Fissavo disorientata quel gran casino e all’imbrunire, un pensiero irrequieto mi portava a studiare lo strano ometto artefice di quel trambusto.
Una grande sensibilità certamente definiva il suo carattere che con grazia si pronunciava al mondo, trascinando dietro a sé cotanta bellezza e armonia.

Ma perché non scivolava giù e perché neppure io ero in grado di tendergli la mano? Se fosse rimasto intrappolato lì?
Se così fosse stato, la sua fervida immaginazione di certo avrebbe operato a rendere vivibile quello scomodo spazio, consideravo mille ipotesi.
D'un tratto però, non riuscii più a scorgere le icone affisse alle pareti, le lunghissime pile di libri e neppure il suono dei tasti della sua lettera32. Prima di quanto credessi chiuse la sua affezionata valigia, portando tutto con sè: l'immaginazione lo fece risalire in superficie. Si spensero le luci e si silenziò il canale.