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14 ottobre 2016

Perchè tu sei

Le lezioni si tengono i primi tre giorni della settimana, alternandosi secondo un orario ben impostato.
Stamani nessuna sveglia, è bastato l’arrivo di Giusy, la nuova inquilina, a svegliarmi di buon mattino, alle prime luci dell’alba. Accucciata nel mio letto, il suo fitto parlottare con la madre mi giungeva all’orecchio come un bisbiglio.
I miei sensi , ancora vivi e desiderosi di poter rivivere quel piacere intenso che mi donò Alvie, mi provocarono un fremito di eccitazione che percosse tutto il mio corpo.

Previdi bene, Susanna, già pronta per andare a lezione mi avvertiva della presenza di Giusy.
Ebbi l’accortezza di indossare il primo sorriso e presentarmi, lo sforzo di quel risveglio non mi ripagò in buonumore, così raccolsi i capelli dietro la nuca fermandoli con un fermaglio, mi diressi in bagno a rinfrescarmi il viso e tornai a letto senza riuscire a chiudere occhio.
Rimuginavo su quanto accaduto e, a fronte di quest’ultima settimana temo di essere stata il suo errore.
È che il più delle volte non si tratta di un errore, bensì di quell’errore ed è tutta lì la differenza.
Alvie da quella notte me lo sento incollato sulla pelle, è il segnalibro delle mie voglie e debolezze di donna e non riesco più a mostrare indifferenza quando si tratta di lui, di noi. A cosa ci serve tutto questo autocontrollo quando avremmo solo bisogno di esplodere?
I miei occhi presero a lacrimare e desistetti a tali considerazioni.
Non riuscivo più a sentire una certa complicità, eppure quella notte nessuna forzatura, eravamo stati entrambi coraggiosi a discapito di ogni reazione.
E così vola anche l’alibi della sera.